Pitza e Datteri al cinema

locandina_pitza_e_datteriDal regista curdo dell’acclamato e premiato “I fiori di KirkuK”, il nuovo film, italiano e multietnico, di Fariborz Kamkari
Pitza E Datteri
La pacifica comunità musulmana di Venezia è stata sfrattata dalla sua moschea da un’avvenente parrucchiera che la trasforma in un salone di bellezza. Viene chiamato in soccorso un giovane e inesperto Imam afghano per riprendersi il loro luogo di culto. Tutti i loro goffi tentativi falliscono comicamente, ma alla fine troveranno un luogo e un aiuto da chi non avrebbero mai pensato.
Una divertente storia di integrazione multiculturale in cui spiccano Bepi, un veneziano convertitosi all’Islam (interpretato dal friuliano Giuseppe Battiston), il giovanissimo Imam Saladino (Mehdi Meskar, calabrese-magrebino-parigino cresciuto a Treviso), la splendida parrucchiera Zara (la franco-africana Maud Buquet), il “presidente” della comunità Karim (il pakistano Hassani Shapi), la musulmana progressista Fatima (l’italo-africana Esther Elisha) e il curdo Ala (il siciliano Giovanni Martorana).Il tutto è ambientato a Venezia, storico incrocio tra Oriente e Occidente, luogo ideale per questo racconto dei nostri giorni, di scambio culturale e d’integrazione.
E tra le torri, come minareti, cupole e preziosi mosaici, echeggiano i suoni multietnici dell’Orchestra di Piazza Vittorio, in una Venezia tutta da scoprire…

fari3Note del regista
Sono cresciuto in un ambiente mussulmano e credo sinceramente che una cultura moderna e laica mussulmana esista e si svilupperà sempre più, anche per effetto del confronto con lo stile di vita e il modello culturale europeo.
Per la mia storia personale conosco bene sia la realtà e la cultura europea contemporanea, dove si svolge il racconto, e anche la cultura e la realtà da cui provengono i personaggi immigrati, come per esempio il protagonista del film.
Forte di questa doppia conoscenza ho cercato di dare una prospettiva non basata su semplici clichés: lo humor nasce all’interno delle due mentalità contrapposte. Ho voluto mettere le due culture a confronto con un chiaro invito all’armonia possibile, ma senza ingenuità. I problemi esistono, le rivendicazioni sono legittime da entrambe le parti. Questa serietà rende la storia anche molto buffa.
pitza1Il tono ironico di “PITZA E DATTERI” deve molto all’influenza della commedia all’italiana, uno stile che ha avuto un enorme impatto sul cinema mediorientale e nella mia esperienza personale. Trattare temi molto seri e importanti con leggerezza, dà la possibilità di toccare questioni assai delicate senza essere necessarimente provocatori. “PITZA e DATTERI” è un film realistico. Insieme ai miei collaboratori abbiamo cercato la soglia di credibilità di ogni situazione: scene di grande attualità, girate nelle vere location con la partecipazione di gente vera, molti non attori. Al realismo si aggiungono alcuni elementi ‘fatali’, che danno un tono incantato al film per trasmettere la magia della straordinaria avventura di Saladino, giovanissimo imam che dallo ieratico deserto si trova inaspettatamente trapiantato in una fluida città sull’acqua.
Nella prima parte del film i personaggi e le circostanze, sembrano corrispondere ai comuni stereotipi (sugli immigrati mussulmani, sugli italiani e sui francesi). Man mano che la storia si sviluppa questi stereotipi diventano troppo stretti e la metamorfosi dei protagonisti li contraddice. Ai modelli familiari e riconoscibili fanno seguito i nuovi e inaspettati aspetti dei personaggi e delle situazioni. Saladino, per esempio, ben noto esempio di islamico radicale diventerà un fedele mussulmano moderno e moderato.
pitza2Il personaggio di Zara è importante contrappunto al personaggio di Saladino. Zara è una donna mediorientale che ha vissuto molti anni in Europa (in Francia) e ha profondamente assorbito i valori e i principi di ogni donna indipendente di oggi. Zara, ‘la francese’, è percepita come una vera straniera dalla comunità mussulmana di Venezia, quasi più straniera di Saladino.
Un altro concetto importante nel film è la contrapposizione tra cultura europea e cultura del deserto, origine e casa di Saladino. Mi interessava raccontare non solo la contrapposizione est/ovest ma anche quella nord/sud, esistente all’interno dell’Europa. Il mio percorso personale, dal Medio Oriente al nord Europa, prima e poi in Italia, mi ha insegnato quanti legami e riflessi sociali sono contenuti in questo ‘triangolo’ e quanto questi tre poli culturali aiutano a comprendere l’uno l’altro. La cultura mediterranea è in qualche modo l’origine della cultura europea: esplorazione, apertura, avventura, amore, mare….opposti a isolamento, freddo, difesa, concentrazione, misticismo, deserto….anche il cibo ha un ruolo importante nello ‘scontro di civilizzazioni’ incarnato da Saladino. Per queste ragioni ho scelto Venezia, una leggenda mediterranea ma anche la Porta dell’Oriente ma anche storicamente la Porta dall’Europa verso il Mediterraneo. Venezia è il set perfetto per questo ‘matrimonio impossibile’: qui Saladino e Zara si incontrano e si scoprono a vicenda.
E’ una Venezia molto realistica, la Venezia dei lavoratori e degli immigrati, zone come il Ghetto, Dorsoduro, Marghera o Castello ‘basso’ (come dicono i veneziani)…e – nelle scene più comiche – la Venezia leggendaria! I personaggi sono molto caratterizzati e pieni di vita, perfetti per attori pieni di talento. Ho voluto mescolare attori affermati per i ruoli protagonisti e immigrati veri, scelti per i ruoli secondari.
pitza3Il linguaggio che ho scelto per il film è elemento realistico e anche comico. La madrelingua di Saladino è il farsi ma lui ha imparato un po’ di italiano in un ospedale italiano in Afghanistan, probabilmente un italiano regionale, infatti ha un bizzarro accento. Zara parla anche lei un po’ di italiano, con un forte accento francese, e ogni volta che si scalda per qualcosa inizia a parlare in francese. Gli altri immigrati di Venezia hanno madrelingue diverse: arabo, turco, urdu, curdo….una vera Babele, il modo più facile di comunicare è l’italiano o, meglio, il veneziano….la madre lingua di Bepi!
Questa ricchezza d’influenze doveva riflettersi anche nella musica del film. L’Orchestra di Piazza Vittorio – che ha composto le musiche del mio film precedente ‘I Fiori di Kirkuk’ – il gruppo nato a Roma, risultato dell’incontro di alcuni musicisti europei con musicisti immigrati da vari paesi del mediterraneo e del Medio Oriente fino all’India, era una scelta ideale. L’Orchestra di Piazza Vittorio, che con i suoi trenta musicisti sta avendo grande successo in tutta Europa, con la sua musica incarna perfettamente il matrimonio tra oriente/occidente ed è la prova di quanto le frontiere siano poco reali quando talenti umani le attraversano.
Fariborz Kamkari

opvMusiche Originali di
“L’Orchestra di Piazza Vittorio”
È firmata dall’Orchestra di Piazza Vittorio diretta da Mario Tronco per la CAM del Gruppo Sugar la colonna sonora originale di “Pitza e Datteri”.
La colonna sonora è disponibile in tutti gli store digitali.
«L’Orchestra di Piazza Vittorio con la sua musica incarna perfettamente il matrimonio tra oriente/occidente ed è la prova di quanto le frontiere siano poco reali quando talenti umani le attraversano.» – dichiara il regista Fariborz Kamkari – «Questa ricchezza d’influenze doveva riflettersi anche nella musica del film. L’Orchestra di Piazza Vittorio, che ha composto anche le musiche de ‘I Fiori di Kirkuk’, era la scelta ideale.» Ispirate alle commedie italiane degli anni ’50 e ’60, a cui “Pitza e datteri” si ispira, le sonorità della colonna sonora sono vicine al jazz e al blues, con i codici etnici più naturali dell’Orchestra di Piazza Vittorio. La maggior parte delle composizioni sono opera di Ziad Trabelsi, compositore e cantante tunisino da sempre attento alla contaminazione musicale. Dall’incontro tra l’Orchestra e la cantante Ginevra di Marco è scaturita “Quando mi baci”, la scrittura della prima canzone in lingua italiana dell’ensemble.
La produzione artistica della colonna sonora è di Pino Pecorelli, bassista dell’Orchestra di Piazza Vittorio fin dalla sua fondazione nel 2002; gli arrangiamenti sono di Mario Tronco, Pino Pecorelli e Leandro Piccioni.

Cast tecnico
Regia Fariborz Kamkari
Sceneggiatura Antonio Leotti e Fariborz Kamkari
Fotografia Gogò Bianchi
Montaggio Mirco Garrone
Musiche originali L’Orchestra di Piazza Vittorio
Edizioni musicali Sugar Music
Scenografia Susanna Codognato
Costumi Francesca Leondeff
Aiuto regia Milena Cocozza
Suono in presa diretta Diego Piotto
Trucco e capelli Samantha Peluso
produttore esecutivo Guido Cerasuolo
direttore di produzione Laura Cappato
Prodotto da Adriana Chiesa Di Palma e Fabrizia Falzetti
Una Produzione Far Out Films
In Associazione con Adriana Chiesa Enterprises
Acek
In Collaborazione con Rai Cinema
Con il Contributo di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Con il Contributo di Regione Veneto Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo e “Venezia Opportunità” – Venice Film & Media Fund
Con il Patrocinio di Comune di Venezia
In Collaborazione con Venice Film Commission
Distribuzione BOLERO FILM
Distribuzione Internazionale ADRIANA CHIESA ENTERPRISES

Ufficio stampa
Studio PUNTOeVIRGOLA
http://www.studiopuntoevirgola.com
info@studiopuntoevirgola.com
Ufficio stampa web
Inter Nos Web Communication
info@internosweb.it

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