Il film dei Madia e i “regali” della Regione Lazio

Gentile direttore, la ricostruzione fatta dal vostro articolo «Il film di casa Madia pagato con i soldi pubblici. Il regalo del governatore Zingaretti» è strumentale e calunniosa perché propone un teorema totalmente privo di fondamento.
Infatti la legge sul cinema nel Lazio, voluta dalla presidente Renata Polverini, prevede l’accesso ai fondi con automatismi e senza discrezionalità in quanto basata su criteri esclusivamente oggettivi che premiano i film girati in tutto o in buona parte nel Lazio e/o utilizzando attori, tecnici e maestranze del Lazio, e/o eseguendo nel Lazio la post produzione. Questi automatismi, già molto rigidi e che mettono al riparo da qualsiasi eventuale pressione, nella recente revisione della legge sul cinema e l’audiovisivo, sono stati dalla giunta Zingaretti precisati e resi ancora più selettivi, e i risultati saranno visibili nel 2015 quando si valuteranno le risposte ai bandi 2014.
Nel 2013, al cambio di giunta, ci siamo trovati a ratificare il già stanziato, cioè il finanziamento concesso a tutte le opere presentate dalle società di produzione nei tempi previsti e in possesso dei requisiti di ammissibilità. Il fondo cinema, infatti, viene ripartito e assegnato secondo un sistema di automatismi. L’opera «Pazze di me» di Fausto Brizzi, nella quale figura Marianna Madia e prodotta dal di lei marito, è stata presentata nel 2012, perciò sotto la giunta di Renata Polverini (assessore alla Cultura Fabiana Santini). Di questo hanno certamente beneficiato sia Brizzi che la serie tv Montalbano (che usufruisce di questi finanziamenti dal 2011, cioè durante la giunta Polverini) così come altri 58 film per il cinema e 44 per la televisione nel 2011 e 108 film per il cinema e 45 per la televisione girati o «lavorati» nel Lazio nel 2012.
Le accuse rivolte al Presidente Zingaretti sono, perciò, prive di qualsiasi fondamento. Ritirarle e chiedere scusa sarebbe un segnale di buonafede. Eravate male informati e abbiamo provveduto a informarvi meglio. Buon lavoro, Lidia Ravera Assessore alla Cultura e Politiche giovanili della Regione Lazio

Fonte: Il Giornale: Lettera di Lidia Ravera

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Una risposta a Il film dei Madia e i “regali” della Regione Lazio

  1. Stefano Pierpaoli ha detto:

    Nel corso dell’incontro con Lidia Ravera (5 giugno 2013) espressi con chiarezza il pericolo dei cosiddetti “automatismi”. In quell’occasione li definii, in Italia, sinonimo di clientela, corruzione e, nel migliore dei casi, implicito sostegno ai più forti. I “rappresentanti” dei produttori si dissero invece, per ovvi motivi (vedi sopra) favorevoli al finanziamento automatico. Il “caso Madia” conferma che, in assenza di trasparenza valutativa e di criteri più definiti nell’indirizzo creativo e artistico, il pericolo di malintesi inneschi inevitabilmente un vortice di sospetti e di forzature di complessa interpretazione. L’invito che feci anche all’epoca Santini era quello di creare commissioni limpide e meccanismi di incentivo per il low budget e le produzioni indipendenti. Con questa nuova amministrazione è stato per ora raggiunto, su nostra proposta, l’obiettivo di inserire tra i sooggetti beneficiari anche le associazioni no-profit che producono film e soprattutto documentari a basso costo. Ci auguriamo che il confronto ancora in atto porti a una determinazione normativa capace di valorizzare la sperimentazione e i nuovi linguaggi aldilà degli automatismi “privilegiosi”.

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